Tummy time e sviluppo visivo: cosa scopre il bambino a pancia in giù
Di Elisabetta Luschi · Ortottista
Un volto davanti a sé, un gioco da osservare, una piccola rotazione della testa: durante il tummy time il bambino incontra il mondo da una prospettiva diversa.
Quando si parla di tummy time, si pensa soprattutto al rinforzo dei muscoli del collo, delle spalle e della schiena. Come ortottista, mi interessa approfondire anche il rapporto tra questa esperienza e la visione: ciò che il bambino può osservare dipende anche dalla posizione del suo corpo e dalle possibilità di muoversi.
È da questo incontro tra sguardo, postura e movimento che possiamo comprendere il suo valore nell’esperienza visiva quotidiana.
Che cos’è il tummy time?
È il tempo che il bambino trascorre a pancia in giù da sveglio e sotto la sorveglianza continua di un adulto. Si può proporre fin dai primi giorni, con momenti brevi e adattati alle sue condizioni e alla sua tolleranza. All’inizio può avvenire anche sul petto del genitore, ben sveglio e vigile; sul pavimento si utilizza un tappetino stabile, piano e sufficientemente rigido.[1] [2]
Per dormire, il bambino va sempre adagiato sulla schiena. Se si addormenta durante il tummy time, va trasferito nel suo spazio sicuro per il sonno, in posizione supina.[3]

Che rapporto c’è tra tummy time e sviluppo visivo?
Nei primi mesi, imparare a guardare e imparare a muoversi sono processi strettamente collegati. La ricerca mostra che la postura influenza il modo in cui i bambini osservano e manipolano gli oggetti: ogni posizione offre opportunità e richiede adattamenti diversi.[4]
Questo aiuta a leggere i quattro aspetti al centro del carosello: esplorazione visiva, controllo posturale, coordinazione occhio-mano e percezione dello spazio. Il tummy time offre occasioni per metterli in relazione; i suoi benefici più documentati riguardano lo sviluppo motorio. Non va quindi presentato come un trattamento per migliorare l’acuità visiva o correggere problemi oculari.[5]
Esplorazione visiva: cambia il punto di vista
A pancia in su, il bambino può osservare il soffitto, la luce e i volti che si avvicinano dall’alto. A pancia in giù, quando riesce a sollevare la testa, incontra il piano davanti a sé, un oggetto vicino o il viso del genitore sdraiato sul tappeto.
Immagina di metterti davanti a lui e parlargli: il tuo volto diventa qualcosa da cercare con lo sguardo e verso cui orientarsi. Per questo è utile offrirgli, durante la veglia, esperienze in posizioni diverse, adeguate alle sue capacità.[2] [4]
Controllo posturale: guardare coinvolge anche il corpo
Osservare un oggetto mentre si prova a raggiungerlo richiede di coordinare occhi, testa, tronco e braccia. Il controllo della testa contribuisce a mantenere lo sguardo sul bersaglio durante il movimento.
Gli studi sullo sviluppo della prensione mostrano proprio quanto la stabilità posturale e il gesto della mano siano collegati. Questo aiuta a capire perché, per il bambino, guardare e agire siano esperienze che coinvolgono tutto il corpo.[6]
Coordinazione occhio-mano: dal guardare al provare a toccare
Un gioco attira l’attenzione, il bambino lo osserva e, con la maturazione delle sue capacità, prova a raggiungerlo. Nei primi tentativi le braccia servono soprattutto a sostenersi; successivamente può riuscire a spostare il peso su un braccio e liberare l’altra mano.
Un oggetto vicino e facilmente raggiungibile può accompagnare questi tentativi. La proposta va adattata a ciò che il bambino sa già fare: osservare un gioco è già un’esperienza, anche quando non è ancora pronto ad afferrarlo.[3]
Percezione dello spazio: fare esperienza di posizioni e distanze
Un gioco davanti, il volto del genitore leggermente di lato, una mano che si avvicina: sono situazioni quotidiane che mettono in relazione ciò che il bambino vede con la posizione del proprio corpo.
Possiamo interpretarle come occasioni per fare esperienza dello spazio attraverso sguardo e azione. Il bambino osserva qualcosa, prova a muoversi verso di esso e scopre che cosa riesce a raggiungere dalla posizione in cui si trova.[4] [6]
Come proporlo con attenzione alla visione
Puoi partire da poche attenzioni:
- Mettiti alla sua altezza. Sdraiati davanti al bambino e lascia che possa trovare il tuo volto, mentre gli parli o gli sorridi.
- Proponi un gioco alla volta. Scegli un oggetto ben distinguibile dallo sfondo, vicino e adatto alla sua età. È una proposta pratica per rendere semplice la scena da osservare.
- Considera la distanza. Nelle prime settimane, circa 20–30 centimetri tra occhi e volto o oggetto sono un buon punto di partenza: è la distanza a cui il neonato vede più nitidamente. Osserva poi la sua risposta.[7]
- Muoviti lentamente. Quando comincia a seguire gli oggetti, proponi piccoli spostamenti verso destra e sinistra, lasciandogli il tempo di orientarsi e senza forzare la testa.[3]
Quanto deve durare? E se non gli piace?
Si comincia con momenti brevi, ripetuti durante la giornata. Le indicazioni del NICHD suggeriscono inizialmente 2–3 sessioni di circa 3–5 minuti, aumentando gradualmente verso 15–30 minuti complessivi al giorno intorno ai due mesi. Se il bambino tollera meno, parti da tempi più brevi: questi riferimenti vanno adattati alla sua risposta e alle indicazioni del pediatra.[1]
Scegli un momento in cui è sveglio e tranquillo, evitando di proporlo subito dopo la poppata. Se si irrita, interrompi e riprova più tardi. All’inizio può gradire maggiormente il contatto sul tuo petto, mentre sei ben sveglio e lo sostieni, rispetto al tappetino.[2] [3]
Se noti una forte preferenza a tenere la testa sempre dallo stesso lato o difficoltà a girarla, parlane con il pediatra. Se intorno ai tre mesi non osservi interesse per i volti vicini o la capacità di seguire un oggetto in movimento, è opportuno segnalarlo durante il controllo.[7] [8]
Un piccolo momento di scoperta condivisa
Il valore di questi momenti sta anche nella relazione: esserci, osservare la risposta del bambino e adattare la proposta. Un volto, una voce e un gioco vicino possono diventare occasioni per incontrarsi, guardare e provare a muoversi.
Il suo punto di vista cambia insieme alle sue possibilità di esplorare. Accompagnarlo significa offrirgli tempo, varietà e occasioni di scoperta adatte alla fase che sta vivendo.
Puoi contattarmi per informazioni sulla valutazione ortottica nei primi mesi e su come osservare le sue abilità visive nelle attività quotidiane.
Elisabetta Luschi · Ortottista
Fonti e approfondimenti
- NICHD, Safe to Sleep. Tummy Time for a Healthy Baby.
- NHS. Baby moves.
- Health Service Executive. Tummy time for babies.
- Soska KC, Adolph KE. Postural Position Constrains Multimodal Object Exploration in Infants. Infancy. 2014;19(2):138–161.
- Hewitt L et al. Tummy Time and Infant Health Outcomes: A Systematic Review. Pediatrics. 2020;145(6):e20192168.
- Rachwani J et al. The development of trunk control and its relation to reaching in infancy: a longitudinal study. Front Hum Neurosci. 2015;9:94.
- American Academy of Pediatrics. Infant Vision Development: What Can Babies See?.
- Whittington Health NHS Trust. Head Shape and Turning Preference.



