Da un’idea a una sala piena: il nostro incontro sulla plusdotazione cognitiva
Tutto è cominciato con una domanda…
«Elisabetta, possiamo organizzare un evento sulla plusdotazione?»
È bastata questa domanda della mia cara amica Jasmine Hassan per mettere in moto tutto.
Chi mi conosce sa che, quando un’idea mi entusiasma, faccio fatica a lasciarla nel cassetto. E così mi sono buttata a capofitto anche in questa avventura, coinvolgendo naturalmente le mie colleghe del Centro OPSIS!
Il 29 ottobre 2026, all’Aula delle Colonne di Grosseto, quell’idea è diventata un incontro dedicato all’alto potenziale cognitivo e alla plusdotazione, con una sala piena di persone desiderose di ascoltare, comprendere e confrontarsi.
Vedere tutto questo prendere forma è stata una soddisfazione enorme.
Perché ho voluto esserci anche come ortottista?
Quando si parla di plusdotazione cognitiva, il confronto coinvolge giustamente molti ambiti dello sviluppo e dell’apprendimento.
Io ho voluto portare un contributo che mi sta particolarmente a cuore: il ruolo della visione nell’espressione del potenziale cognitivo.
Con il mio intervento, “Quando guardare non basta: efficienza visiva e apprendimento nei bambini plusdotati”, ho cercato di mostrare come alcune difficoltà visive possano rendere più faticose attività che richiedono attenzione, ricerca e organizzazione delle informazioni.
Un bambino può avere capacità cognitive straordinarie e, contemporaneamente, incontrare ostacoli che gli impediscono di mostrarle pienamente.
Riconoscere e affrontare questi ostacoli, quando presenti, significa creare condizioni più favorevoli affinché possa esprimersi.
È questo il messaggio che desideravo condividere.
La ricchezza di guardare lo stesso bambino da prospettive diverse
Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è stata la possibilità di confrontare punti di vista professionali differenti.
Insieme alle mie colleghe Valentina Verdi, Marina Cacchionni e Valeria Gaita, abbiamo contribuito a raccontare quanto sia importante considerare il bambino nella sua globalità, con i suoi punti di forza, le sue caratteristiche e le difficoltà che può incontrare.
Perché nessuna professione, da sola, può raccontare tutta la complessità di un bambino.
E poi ci sono state le domande, gli interventi e l’attenzione dei partecipanti.
Sono proprio questi momenti a ricordarmi perché mi piace tanto organizzare incontri aperti alle famiglie, agli insegnanti e ai professionisti.
Un grazie speciale a chi rende possibili le mie idee strampalate!
Il primo grazie va a Jasmine Hassan, perché senza quella sua domanda probabilmente questa giornata non sarebbe mai nata.
Un grazie di cuore va alle mie colleghe, che continuano a seguirmi nelle mie iniziative, anche quando si trasformano in nuove idee un po’ folli!
Mi piace pensare che il bello di lavorare insieme sia proprio questo: avere la libertà di proporre, sperimentare e costruire qualcosa che, da soli, sarebbe molto più difficile realizzare.
Grazie a L’Altra Città, a tutte le persone che hanno contribuito all’organizzazione e naturalmente a chi ha scelto di partecipare.
Mi porto a casa tanta soddisfazione, nuove riflessioni e soprattutto la voglia di continuare a creare occasioni di incontro.
E conoscendomi… qualche altra idea sta già prendendo forma!
Care colleghe, preparatevi! ?
Vorresti partecipare ad altri eventi dedicati all’alto potenziale cognitivo, all’apprendimento e allo sviluppo dei bambini?



