Non basta dire “Stai dritto!”. Postura e visione dall’infanzia all’età adulta
Quante volte diciamo a un bambino: “Stai dritto!”?
È una frase pronunciata spesso durante i compiti, a tavola o mentre guarda uno schermo. Ma la postura non si modifica semplicemente con un richiamo. Per aiutare bambini e adulti è più utile osservare come il corpo si organizza durante le attività quotidiane e quali condizioni possono rendere una posizione più comoda, funzionale e sostenibile.
Per approfondire questi aspetti, sabato 7 novembre 2026, dalle 10:00 alle 12:00, il Centro OPSIS di Grosseto organizza un incontro divulgativo gratuito dedicato al rapporto tra occhi, postura, movimento e ambiente.
L’incontro sarà condotto da Elisabetta Luschi, ortottista, e Diego Rossi, massofisioterapista.
La postura non riguarda soltanto i bambini
Quando si parla di educazione posturale si pensa spesso ai bambini seduti al banco, allo zaino o alla posizione assunta durante i compiti.
Le abitudini sviluppate durante l’infanzia possono certamente accompagnarci nella crescita, ma la postura riguarda anche l’adulto che trascorre molte ore:
- davanti al computer;
- con lo smartphone in mano;
- alla guida;
- seduto a tavola;
- sul divano mentre legge o guarda la televisione;
- impegnato in attività lavorative ripetitive.
Prima di correggere continuamente i bambini, può essere utile osservare anche noi stessi. I più piccoli, infatti, imparano dalle indicazioni degli adulti, dall’ambiente che li circonda e dagli esempi che vedono ogni giorno.

Esiste una postura perfetta?
La postura non è una posizione rigida da mantenere per ore. Il nostro corpo è fatto per muoversi, cambiare appoggio e adattarsi alle attività che sta svolgendo.
Una posizione apparentemente corretta può diventare scomoda se viene mantenuta troppo a lungo. Per questo, oltre alla sistemazione della sedia o della scrivania, sono importanti anche:
- la possibilità di cambiare posizione;
- pause regolari;
- movimento durante la giornata;
- appoggi adeguati per piedi e avambracci;
- una corretta distanza dal materiale da osservare;
- un’illuminazione adatta;
- l’organizzazione dello spazio di studio o di lavoro.
L’obiettivo non è restare immobili e perfettamente dritti, ma trovare condizioni che permettano a occhi e corpo di lavorare con minore fatica.
Lo sport è importante, ma non può compensare tutte le abitudini della giornata
Fare attività fisica è fondamentale per bambini e adulti. Tuttavia, qualche ora di sport alla settimana non può compensare completamente molte ore trascorse ogni giorno in posizioni poco variate.
Un bambino può praticare sport e continuare a piegarsi molto sul quaderno durante i compiti. Allo stesso modo, un adulto può andare in palestra e trascorrere comunque gran parte della giornata davanti al computer con lo schermo troppo basso o troppo distante.
Per questo è utile portare l’attenzione anche sui piccoli gesti quotidiani: come ci sediamo, dove posizioniamo ciò che dobbiamo guardare, quanto tempo rimaniamo fermi e quanto spesso permettiamo al corpo di muoversi.
Che rapporto esiste tra visione e postura?
Gli occhi orientano il corpo verso ciò che vogliamo osservare.
Se un bambino deve avvicinarsi molto al quaderno, inclinare frequentemente la testa o cercare una particolare posizione per leggere e scrivere, anche il resto del corpo può adattarsi. Lo stesso può accadere all’adulto davanti al computer, durante la lettura o mentre utilizza lo smartphone.
Il modo in cui guardiamo può influenzare la posizione del capo, del collo e del tronco. Allo stesso tempo, la disposizione della postazione può rendere più semplice o più faticoso utilizzare la visione.
Durante l’incontro parleremo di situazioni concrete:
- la postura durante i compiti;
- il banco e la scrivania;
- la posizione del quaderno;
- l’utilizzo del computer;
- smartphone e tablet;
- i pasti;
- il gioco e il tempo trascorso al parco;
- lo sport;
- il lavoro e le attività quotidiane dell’adulto.
Cosa possiamo dire al posto di “Stai dritto”?
Un richiamo generico spesso non aiuta il bambino a capire che cosa dovrebbe cambiare.
Può essere più utile porre domande semplici:
- I piedi riescono ad appoggiarsi?
- Il quaderno è abbastanza vicino?
- La luce arriva dalla direzione giusta?
- Lo schermo è all’altezza adeguata?
- Il bambino riesce a vedere senza avvicinare troppo il viso?
- Da quanto tempo mantiene la stessa posizione?
- È il corpo che deve piegarsi verso l’attività o possiamo spostare il materiale?
Le stesse domande possono essere rivolte anche agli adulti. A volte basta modificare la posizione dello schermo, utilizzare un appoggio, avvicinare il materiale o inserire una breve pausa di movimento per rendere l’attività più confortevole.

Cosa faremo durante l’incontro
L’appuntamento sarà pratico e divulgativo.
Attraverso esempi e semplici dimostrazioni osserveremo alcune delle situazioni più frequenti a casa, a scuola e al lavoro. Parleremo di quali segnali meritano attenzione e di quali piccoli cambiamenti possono essere provati nella quotidianità.
L’obiettivo è imparare a osservare prima di correggere, comprendendo meglio il rapporto tra visione, corpo, movimento e ambiente.
L’incontro è rivolto a:
- genitori;
- adulti interessati a migliorare le proprie abitudini;
- insegnanti ed educatori;
- persone che lavorano molte ore al computer;
- professionisti interessati al rapporto tra postura e visione.
Si tratta di un incontro informativo e non prevede valutazioni individuali.
Informazioni e prenotazioni
Sabato 7 novembre 2026 dalle 10:00 alle 12:00 a Grosseto presso il Centro OPSIS, Via Senegal 53, I piano
La partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria.
WhatsApp: 392 605 5660
E-mail: centroopsis@gmail.com
I posti sono limitati.




